Fa molto discutere la decisione della Uefa, che definire vergognosa è poco, di assegnare il premio fair play all'Olanda, che è la Nazione del Feyenoord i cui pseudo tifosi hanno devastato Roma per un giorno intero. Quando si parla di burocrati mangiasoldi - in un calcio devastato dalla grande crisi economica - si pensa alla Uefa, dove non riescono a distaccarsi, con mentalità tipicamente svizzera, da quei criteri pseudo matematici che sulla carta potrebbero anche essere validi. Ma solo sulla carta. Dalla Svizzera danno sberle a suon di euro quando si parla di questioni economiche, ma costatare che prendono topiche clamorose come quella di assegnare agli hoolingans olandesi il premio fair play, mi sembra troppo. E se queste situazioni hanno un merito, è quello di far venire dei grandi interrogativi sul complesso delle decisioni di Platini forse condizionate da valutazioni di natura politica. Non voglio infatti credere che Platini abbia interesse ad avere un rapporto migliore con la Federazione Olandese, visto che un olandese sarà candidato a presidente della Fifa al posto di Blatter. L'assegnazione di questo premio fair play ai barbari olandesi sembra qualcosa di ingiusto e clamoroso. I criteri vanno rivisti. La Uefa è un organo importante, ma fa di tutto per apparire poco credibile. Chiaro, non si deve confondere il miglio con il grano e quindi non si deve dare eccessiva importanza a questo problema più estetico che di sostanza del premio assegnato all'Olanda. Ma la Uefa ha fatto una magra figura che non giova alla sua credibilità...