TMW RADIO – Pasqualin: “Donnarumma? Il ragazzo sa come decidere”

L'avvocato Claudio Pasqualin è intervenuto ai microfoni di TMW Radio, all'interno del Night Show, commentando alcuni dei casi più eclatanti riguardanti la Serie A: "Dybala a riposo per motivi personali? Questi giocatori non sono macchine, anche loro sono soggetti ad alti e bassi. Non mi sembra una cosa così grave. Il caso Donnarumma? E' una situazione che non giova certamente all'immagine del ragazzo. Una situazione abbastanza incredibile, così come incredibile mi sembra sia il fatto che possa aver subito delle violenze morali. Fassone e Mirabelli non hanno certo l'aspetto di "violentatori morali", non capisco di cosa si stia parlando. Oltretutto Donnarumma è ormai maggiorenne e vaccinato, non credo che possa aver firmato un contratto con la pistola puntata addosso. Non capisco quali violenze possa aver subito al momento della firma del contratto. Si ha anche la sensazione che se ci fosse stata nel Milan una proprietà più solida e maggiormente identificabile, nessuno si sarebbe sognato di reagire in questa maniera. La clausola? Anche questo aspetto non lo capisco, non si può firmare e poi lamentarsi". Clicca sul podcast per l'intervista completa.

ESCLUSIVA TMW – Pasqualin: “Bonetto padre di una categoria che non c’e più”

“Con Beppe Bonetto se n’è andato il padre nobile di una categoria che non c’è più, quella dei procuratori vecchio stile che gli è debitrice di un’immagine seria e professionale fondata su un regolamento cancellato dalla demenziale volontà di qualcuno”. Così a TuttoMercatoWeb l’avvocato Claudio Pasqualin ricorda Giuseppe Bonetto, storico operatore di mercato deceduto oggi. “L’elegante e competente tratto professionale, i suoi trascorsi in Lega e al Torino dello Scudetto 1976 rendevano noi procuratori fieri di essere suoi colleghi. Fu - ricorda Pasqualin - il primo presidente dell’Assoprocuratori e in un dialogo costante con la Federazione contribuì ad elevare l’attività procuratoria a vera e propria attività professionale riconosciuta e apprezzata in Italia e nel mondo”.

ESCLUSIVA TMW – Pasqualin su Gattuso: “Il Milan nel destino, ora tocca a lui”

“Rino saprà dare alla squadra quell’entusiasmo e quella determinazione che sono nella sue corde”. A TuttoMercatoWeb parole firmate Claudio Pasqualin, operatore di mercato resto e storico agente di Gennaro Gattuso. “Conosce l’ambiente e sa bene che per allenare il Milan non basta essere bravi allenatori ma occorre avere una marcia in più in tema di comunicazione e stile personale”. Per lui, adesso, una grande chance. “Starà a lui non giocarsi quel bonus di stima e simpatia che all’inizio tutti gli attribuiranno. Credo che l’incitamento di Berlusconi sia il miglior viatico perché oltre ad evocare la figura del guerriero evoca quella di un Milan vincente”. Viene da esperienze particolari. Ofi Creta e Pisa su tutte. “Le esperienze nella vita aiutano e servono sempre. Il Milan era nel suo destino. Non è una situazione passeggera”. Sulla carta la prima di Gattuso è una formalità, contro il Benevento. “Si rischia di ripetere il luogo comune che non ci sono partite facili. Beh, sulla carta si, non c’è partita. Ma Rino ha l’esperienza giusta per sapere che non esistono partite facili”.

Il calcio e l’Italia, binomio inossidabile. Un affare da 798 milioni di euro. E in Spagna il pallone regna sovrano

Uno studio pubblicato su Milano Finanza certifica che la nostra serie A si è rivelata il terzo settore industriale in Italia. Il conto valore (798 milioni) degli asset acquistati (i cartellini dei calciatori) è risultato inferiore soltanto a quello degli Enti Pubblici (3 miliardi e 700 milioni) e istituzioni finanziarie (1 miliardo e 125 milioni) e questo a seguito di un'analisi condotta nei mesi di luglio e agosto (il periodo del calciomercato) nei principali Paesi europei. I più spendaccioni si sono rivelati gli inglesi con un miliardo e mezzo investito ma noi li seguiamo a ruota con i nostri 798 milioni piazzandoci al secondo posto e precedendo da Ligue 1 (762 milioni), la Bundesliga (553 milioni) e la Liga (542 milioni). Si ha così la conferma di quanto ormai il business del pallone sia tra i più importanti nel Vecchio Continente. In Italia soltanto il comparto pubblico (composto da Governo, Enti e Agenzie statali) e quello delle istituzioni finanziarie ha mosso più denaro nei due mesi estivi rispetto al calcio. Al di sotto del calcio si collocano tutti gli altri settori manifatturieri. Da quello dei beni industriali (290 milioni) per passare a quello energetico (236 milioni). Dopo l'Inghilterra e l'Italia arriva quindi la Francia ma il suo dato è gonfiato dalla spesa monstre del PSG per Neymar e Mbappé. All'interno della Francia la Ligue 1 si classifica ottava tra i comparti industriali del mercato transalpino. In Spagna la presenza di due colossi mondiali del settore calcio come Real Madrid e Barcellona ha fatto schizzare il business del pallone al primo posto con un conto valore di 542 milioni. Mentre in Italia solo Enti Pubblici ed istituzioni finanziarie hanno mosso più soldi del calcio, in Spagna il pallone regna sovrano. Le nostre istituzioni spendono non poco, ma il calcio tira. E questa è una prova lampante. L'Italia e il mondo del pallone, un binomio inossidabile...

La lunghezza del calciomercato, una sessione estenuante! E arriva il grido di dolore di Marotta…

La riduzione dei tempi per il calciomercato e quindi la chiusura anticipata dello stesso è una tematica che porto avanti da lungo in prima persona anche con l'associazione "Avvocaticalcio". Non si tratta di avere nostalgia dei bei tempi andati quando il mercato era ridotto a una due settimane nel mese di luglio per poi registrare in autunno nel mese di novembre un'altra settimana che veniva definita "calciomercato di riparazione". Tradizionalmente uno dei momenti clou del mercato era il 4 luglio e noi tutti operatori dalle terrazze o dalle camere dello splendido Villa D'Este ammiravamo le esibizioni degli sciatori sull'acqua del Lago di Como in occasione della festa dell'Indipendenza Americana. I tanti turisti, americani e non, che alloggiavano in questo lussuosissimo hotel ci guardavano allibiti. La FIFA poi negli anni si è fatta prendere la mano invocando la necessità di ampliare i tempi tenendo conto del calcio dell'Uzbekistan o del Pakistan. Si è arrivati così a questa esasperata lunghezza dei tempi. Nonostante gli allenatori più importanti si battano per accorciare la durata della sessione di calciomercato. Una persona autorevole come Marotta oggi lancia un grido di dolore chiedendo anche lui di ridurre i tempi, qualcosa evidentemente va rivisto. E non a caso in Inghilterra è già al vaglio questa possibilità per la prossima stagione. Ancora una volta ci facciamo precedere dagli inglesi, che una volta non consideravamo assolutamente e oggi invece ci danno lezioni in termini di regole e aspetti amministrativi. Arriveremo buoni ultimi anche in questo caso, ma è davvero intollerabile una sessione di calciomercato così lunga. Inclusa quella, anch'essa estenuante, del mese di gennaio...