Neymar dal Barça al PSG, il colpo di sempre. E che effetti sul mercato…

Il trasferimento di sempre. Neymar dal Barcellona al PSG, affare in corso. Le conseguenze del possibile acquisto di Neymar da parte del club francese dello sceicco Nasser Al-Khelaifi sarebbero così dirompenti che potrebbero addirittura provocare una sorta di effetto domino milionario tale da cambiare la faccia del calcio. Sembra infatti che lo sceicco non si impressioni più di tanto per l'esistenza di una clausola rescissoria posta a 222 milioni di euro e sia disposto a pagarla tutta sull'unghia. Al pagamento della clausola seguirebbe poi la corresponsione di uno stipendio di 30 milioni all'anno netti per cinque anni oltre il particolare bonus di un centino (nel senso di cento milioni) al padre del giocatore al momento della firma. Il totale dell'operazione fa quasi cinquecento milioni, la metà di un miliardo di... euro. Non di svalutatissimi Real brasiliani. Ogni precedente record verrebbe così polverizzato con buona pace delle velleitarie norme sul fair play finanziario. Tutto l'andamento del calciomercato potrebbe risentirne creando insidie o opportunità sinora impensabili per i club di tutta Europa e non solo. Un grande club come il Barça reinvestirebbe subito l'enorme somma ricevuta. Non solo alla ricerca del sostituto di Neymar, ma comunque di altri giocatori funzionali al successo della squadra. Si creerebbe così un grande effetto domino che entusiasmerebbe questo mercato che poteva definirsi attrattivo e molto promettente. Anche prima di quello che sarebbe il colpo dei colpi in secula seculorum...

Donnarumma e il mancato rinnovo, non decide Raiola: l’agente fa la volontà del calciatore. Quando Del Piero rifiutò Barça e Manchester United…

È opinione diffusa che la decisione circa il mancato rinnovo del contratto di Donnarumma con il Milan sia stata presa dal suo procuratore Mino Raiola. Così non può essere, perché occorre ribadire che le decisioni e le direttive per il miglior espletamento del mandato sono sempre dettate dal calciatore. Una volta quando la categoria dei procuratori esisteva davvero ed era regolamentata da uno straccio di regole, ma pur sempre da regole, il regolamento recitava testualmente che "le direttive devono essere dettate dal calciatore". All'epoca l'attività dei procuratori era disciplinata in maniera da prestare il fianco a qualche critica, ma comunque si poteva dire che era comunque disciplinata e sorvegliata dalle istituzioni. A seguito di una cervellotica della FIFA tutto ciò non esiste più perché l'albo è stato abolito. Acquisendo la figura dell'intermediario la FIFA si è alla Ponzio Pilato si è liberata del problema. E ora siamo in presenza di una vera e propria giungla nella quale chiunque può improvvisarsi in questa attività. Ovviamente non è il caso di Mino Raiola che è da anni un esperto operatore di mercato, il quale per quanto abile non può prendere le decisioni per conto del proprio assistito che è maggiorenne, adulto, vaccinato e capace di intendere e di volere. Raiola non poteva non raccogliere e quindi non riferire delle offerte. Non ci si può arrabbiare con l'agente. Se Donnarumma riuscirà ad andare in scadenza allora si, la potenza e l'importanza del procuratore sarà enorme: come già fatto per Pogba potrà giocare sulla cessione a parametro zero. Anche se so che la carriera di un calciatore è breve e quindi bisogna ottimizzarla dal punto di vista economico mi vengono in mente le parole di Nostro Signore che non solo di pane vive l'uomo. Ricordo che consigliai a Del Piero che aveva offerte da Barcellona e Manchester United, di restare alla Juventus. Non sono a conoscenza dell'entità dell'offerta del Real - ammesso che ci sia - quindi non posso pronunciarmi su cosa avrei consigliato io al giocatore. Sicuramente il futuro di Donnarumma farà parlare per tanto tempo...

Donnarumma e il mancato rinnovo, non decide Raiola: l’agente fa la volontà del calciatore. Quando Del Piero rifiutò Barça e Manchester United…

È opinione diffusa che la decisione circa il mancato rinnovo del contratto di Donnarumma con il Milan sia stata presa dal suo procuratore Mino Raiola. Così non può essere, perché occorre ribadire che le decisioni e le direttive per il miglior espletamento del mandato sono sempre dettate dal calciatore. Una volta quando la categoria dei procuratori esisteva davvero ed era regolamentata da uno straccio di regole, ma pur sempre da regole, il regolamento recitava testualmente che "le direttive devono essere dettate dal calciatore". All'epoca l'attività dei procuratori era disciplinata in maniera da prestare il fianco a qualche critica, ma comunque si poteva dire che era comunque disciplinata e sorvegliata dalle istituzioni. A seguito di una cervellotica della FIFA tutto ciò non esiste più perché l'albo è stato abolito. Acquisendo la figura dell'intermediario la FIFA si è alla Ponzio Pilato si è liberata del problema. E ora siamo in presenza di una vera e propria giungla nella quale chiunque può improvvisarsi in questa attività. Ovviamente non è il caso di Mino Raiola che è da anni un esperto operatore di mercato, il quale per quanto abile non può prendere le decisioni per conto del proprio assistito che è maggiorenne, adulto, vaccinato e capace di intendere e di volere. Raiola non poteva non raccogliere e quindi non riferire delle offerte. Non ci si può arrabbiare con l'agente. Se Donnarumma riuscirà ad andare in scadenza allora si, la potenza e l'importanza del procuratore sarà enorme: come già fatto per Pogba potrà giocare sulla cessione a parametro zero. Anche se so che la carriera di un calciatore è breve e quindi bisogna ottimizzarla dal punto di vista economico mi vengono in mente le parole di Nostro Signore che non solo di pane vive l'uomo. Ricordo che consigliai a Del Piero che aveva offerte da Barcellona e Manchester United, di restare alla Juventus. Non sono a conoscenza dell'entità dell'offerta del Real - ammesso che ci sia - quindi non posso pronunciarmi su cosa avrei consigliato io al giocatore. Sicuramente il futuro di Donnarumma farà parlare per tanto tempo...

Donnarumma e il mancato rinnovo, non decide Raiola: l’agente fa la volontà del calciatore. Quando Del Piero rifiuto Barça e Manchester United…

È opinione diffusa che la decisione circa il mancato rinnovo del contratto di Donnarumma con il Milan sia stata presa dal suo procuratore Mino Raiola. Così non può essere, perché occorre ribadire che le decisioni e le direttive per il miglior espletamento del mandato sono sempre dettate dal calciatore. Una volta quando la categoria dei procuratori esisteva davvero ed era regolamentata da uno straccio di regole, ma pur sempre da regole, il regolamento recitava testualmente che "le direttive devono essere dettate dal calciatore". All'epoca l'attività dei procuratori era disciplinata in maniera da prestare il fianco a qualche critica, ma comunque si poteva dire che era comunque disciplinata e sorvegliata dalle istituzioni. A seguito di una cervellotica della FIFA tutto ciò non esiste più perché l'albo è stato abolito. Acquisendo la figura dell'intermediario la FIFA si è alla Ponzio Pilato si è liberata del problema. E ora siamo in presenza di una vera e propria giungla nella quale chiunque può improvvisarsi in questa attività. Ovviamente non è il caso di Mino Raiola che è da anni un esperto operatore di mercato, il quale per quanto abile non può prendere le decisioni per conto del proprio assistito che è maggiorenne, adulto, vaccinato e capace di intendere e di volere. Raiola non poteva non raccogliere e quindi non riferire delle offerte. Non ci si può arrabbiare con l'agente. Se Donnarumma riuscirà ad andare in scadenza allora si, la potenza e l'importanza del procuratore sarà enorme: come già fatto per Pogba potrà giocare sulla cessione a parametro zero. Anche se so che la carriera di un calciatore è breve e quindi bisogna ottimizzarla dal punto di vista economico mi vengono in mente le parole di Nostro Signore che non solo di pane vive l'uomo. Ricordo che consigliai a Del Piero che aveva offerte da Barcellona e Manchester United, di restare alla Juventus. Non sono a conoscenza dell'entità dell'offerta del Real - ammesso che ci sia - quindi non posso pronunciarmi su cosa avrei consigliato io al giocatore. Sicuramente il futuro di Donnarumma farà parlare per tanto tempo...

Candidati presidenza FIGC, nessuno pensa al calciomercato? Agente professione credibile, non basta pagare. Serietà e credibilità prima di tutto

Domani si voterà per il presidente federale, ma entrambi i candidati, Carlo Tavecchio e Andrea Abodi, omettendo di parlare nei loro programmi di riforma del calciomercato, hanno perso un'occasione per distinguersi e acquisire ulteriore credibilità e fiducia. Nessuno dei due candidati, infatti, ha dato l'impressione di volersi occupare di quello che è diventato uno dei mali più evidenti del nostro calcio, cioè la pessima gestione del trasferimento dei calciatori, ormai diventato terreno di scorribande da parte di soggetti privi di ogni qualificazione e competenza. Chiunque può infatti, nell'indifferenza della FIGC, improvvisarsi in un ruolo, che prima della sciagurata riforma voluta da Blatter era affidato ai procuratori sportivi, figure necessariamente qualificate e competenti in materia. Oggi infatti non vi sono più regole, a meno che non si vogliano definire tali, quelle dettate da uno pseudo regolamento ridicolo è inventato al solo scopo di creare un "registro a pagamento", cui tutti ma proprio tutti, appunto, alla sola condizione di pagare, possono accedere. Siano pur analfabeti o pregiudicati, per la Federazione Italiana Giuoco Calcio, basta che versino l'obolo di iscrizione. Sembra che i cervelloni federali siano fieri di questo mostro giuridico e qualcuno di loro (ben individuato) pretenda che persino gli avvocati iscritti all'Ordine passino attraverso questa insopportabile e illegittima imposizione. E ciò nonostante l'organismo di autotutela degli avvocati, il Consiglio Nazionale Forense, istituito da una legge dello Stato, abbia chiaramente sentenziato per gli avvocati stessi l'assenza di questo obbligo. Sinora l'atteggiamento dei funzionari federali non si è esplicitato che a parole e "consigli", ma qualora la FIGC si avventurasse in atteggiamenti contestabili formalmente, è chiaro che la stessa si esporrebbe ad azioni di risarcimento danni. Resta il fatto che, al di là dell'elevazione che la categoria degli avvocati è riuscita a conseguire nel marasma generale, la figura dei procuratori è sparita. Come è sparito l'Albo faticosamente istituito nel 2001. Siamo in piena liberalizzazione, chiunque può accedere a un mestiere così delicato. Con quali garanzie di credibilità per gli stessi tifosi? La credibilità è un bene inestimabile che deve caratterizzare ogni ambiente che voglia essere considerato serio. E invece di pensare a norme più stringenti e selettive per chi opera nel calciomercato ci si gira dall'altra parte, magari prendendosela con l'operatore di turno contestando il suo livello culturale e i suoi guadagni. Piaccia o non piaccia bisogna invertire decisamente la tendenza e ricreare un clima di credibilità e fiducia. Per la miglior gestione del calciomercato, soprattutto per la selezione e la disciplina degli operatori, servono perciò regole certe.