De Boer, sei al capolinea. Inter, progetto fallito. E ora si punti su Guidolin…

Sembra proprio che De Boer sia arrivato al capolinea. Il suo sguardo, assente, grigio, di Bergamo è il riflesso dello stato d'animo di tutto il popolo nerazzurro che ha visto una squadra incoerente senza capo e né coda che testimonia un progetto fallito. Se è vero che De Boer s'era presentato come profeta di una storta di calcio collettivo, aggressivo e avvolgente, è altrettanto vero che il progetto sembra essere fallito e lo dicono i numeri perché ha perso il cinquanta percento delle partite e nelle ultime quattro ha portato a casa un solo punto. Penso che l'imminenza del turno infrasettimanale possa essere chiaro: sarà il giorno del giudizio. M'è venuta in mente l'immagine di solisti senza spartito, un giudizio che non è né impietoso e né severo ma reale. Deciderà Suning, non si capisce sulla base di che cosa. Bisognerà vedere chi eventualmente sceglieranno, io confido che possano orientarsi su un nome che è una garanzia, ossia Francesco Guidolin: il candidato più autorevole. Anche se pure Leonardo potrebbe rientrare nel novero di quelli che giovedì potrebbero prendere il posto di De Boer. L'Inter ha cercato di fare un calcio all'italiana contro una squadra che di calcio italiano è maestra grazie ad un ex allenatore nerazzurro. Progetto fallito. E mercoledì sarà l'ultima spiaggia...

De Boer, sei al capolinea. Inter, progetto fallito. E ora si punti su Guidolin…

Sembra proprio che De Boer sia arrivato al capolinea. Il suo sguardo, assente, grigio, di Bergamo è il riflesso dello stato d'animo di tutto il popolo nerazzurro che ha visto una squadra incoerente senza capo e né coda che testimonia un progetto fallito. Se è vero che De Boer s'era presentato come profeta di una storta di calcio collettivo, aggressivo e avvolgente, è altrettanto vero che il progetto sembra essere fallito e lo dicono i numeri perché ha perso il cinquanta percento delle partite e nelle ultime quattro ha portato a casa un solo punto. Penso che l'imminenza del turno infrasettimanale possa essere chiaro: sarà il giorno del giudizio. M'è venuta in mente l'immagine di solisti senza spartito, un giudizio che non è né impietoso e né severo ma reale. Deciderà Suning, non si capisce sulla base di che cosa. Bisognerà vedere chi eventualmente sceglieranno, io confido che possano orientarsi su un nome che è una garanzia, ossia Francesco Guidolin: il candidato più autorevole. Anche se pure Leonardo potrebbe rientrare nel novero di quelli che giovedì potrebbero prendere il posto di De Boer. L'Inter ha cercato di fare un calcio all'italiana contro una squadra che di calcio italiano è maestra grazie ad un ex allenatore nerazzurro. Progetto fallito. E mercoledì sarà l'ultima spiaggia...

Il Sassuolo e la sconfitta a tavolino, male per il sistema calcio. Norma stupida e inutile, perde lo sport e vince la burocrazia…

La sconfitta del Sassuolo, decretata a tavolino, nella partita vinta sul campo col Pescara è una sconfitta per l'intero sistema calcio. Una banale distrazione burocratica non può condizionare l'intero andamento del campionato. Applicare alla lettera una norma stupida e inutile e, senza alcun "granum salis", portarla alle conseguenze estreme è stato sciocco e privo di senso. Invertire il risultato del campo è stata un'autentica stupidaggine. Al di là di quello che dicono le minuziose (ma insulse) norme formali, per il buon senso sarebbe stata sufficiente, al massimo, una multa o comunque una sanzione lieve. Invece il campionato del Sassuolo risulta ora compromesso ed il Pescara risulta beneficiato oltre i suoi meriti e ingiustamente avvantaggiata sulle avversarie nella lotta per la salvezza. Ed ora chissà quanto tempo i soloni della Lega impiegheranno per cambiare questa regola sciocca. Oltre alla loro ignavia e insipienza (soprattutto sul tema "porte aperte agli stranieri") i maggiorenti di Federcalcio e Lega debbono fare i conti con la burocrazia. Quella stessa che essi stessi si sono stupidamente imposti, e quella stessa burocrazia che, per esempio, ostacola l'immediata riforma dei campionati. Con la decisione contro il Sassuolo perdono i valori dello sport e vince, tristemente vince, la burocrazia contro la logica e il buon senso.

Il Sassuolo e la sconfitta a tavolino, male per il sistema calcio. Norma stupida e inutile, perde lo sport e vince la burocrazia…

La sconfitta del Sassuolo, decretata a tavolino, nella partita vinta sul campo col Pescara è una sconfitta per l'intero sistema calcio. Una banale distrazione burocratica non può condizionare l'intero andamento del campionato. Applicare alla lettera una norma stupida e inutile e, senza alcun "granum salis", portarla alle conseguenze estreme è stato sciocco e privo di senso. Invertire il risultato del campo è stata un'autentica stupidaggine. Al di là di quello che dicono le minuziose (ma insulse) norme formali, per il buon senso sarebbe stata sufficiente, al massimo, una multa o comunque una sanzione lieve. Invece il campionato del Sassuolo risulta ora compromesso ed il Pescara risulta beneficiato oltre i suoi meriti e ingiustamente avvantaggiata sulle avversarie nella lotta per la salvezza. Ed ora chissà quanto tempo i soloni della Lega impiegheranno per cambiare questa regola sciocca. Oltre alla loro ignavia e insipienza (soprattutto sul tema "porte aperte agli stranieri") i maggiorenti di Federcalcio e Lega debbono fare i conti con la burocrazia. Quella stessa che essi stessi si sono stupidamente imposti, e quella stessa burocrazia che, per esempio, ostacola l'immediata riforma dei campionati. Con la decisione contro il Sassuolo perdono i valori dello sport e vince, tristemente vince, la burocrazia contro la logica e il buon senso.

C’è del marcio in Inghilterra! Il Telegraph scoperchia il mondo degli affaristi, Allardyce c’è cascato con tutte le scarpe. I giri degli amici degli amici. E un caffè per tutti…

C'è del marcio in Inghilterra! Parafrasando Shakespeare oggi si può fare una particolare fotografia della Premier League, cioè dell'élite dell'organizzazione del calcio, leader mondiale nei ricavi. L'inchiesta giornalistica dell'autorevole Telegraph ha scoperchiato un mondo di affaristi, spesso avidi, corruttibili e in perenne conflitto di interessi. L'ex CT della Nazionale Sam Allardyce, rimosso subito dall'incarico, ci è cascato con tutte le scarpe. Ma ha così dato conferma che oggi i tecnici vecchio stampo sono ormai dei businessman e pensano solo a fare soldi. Più che agli allenamenti (che delegano ai componenti dello staff) si dedicano a quel mercato che offre loro la possibilità di..."bersi un caffè". Si, perché sembra che la loro espressione tipica sia: "c'è un caffè anche per me?", una frase che rispecchia in maniera solare questa conclamata tendenza alla corruzione. Ora il Governo ha sollecitato un'indagine alla Federcalcio Inglese, ma al di là delle sanzioni che verranno inflitte, resta il quadro oscuro di un calcio che non è solo lo show della Premier, il rispetto e il fascino delle tradizioni immutabili nei secoli, gli stadi belli e funzionali. L'altra faccia del Regno di Sua Maestà è un mondo dove, grazie anche ai ricchi contratti della TV, c'è un giro di denaro impressionante che spesso scorre nei rivoli sbagliati, che sottraggono all'economia di sistema importi notevoli per tangenti quasi istituzionali. In questo sistema gli allenatori inglesi, non a caso definiti "manager", hanno la facoltà di gestire disinvoltamente ingenti quantità di denaro. Vogliono comandare su tutto e soprattutto gestire il mercato, in barba a qualsiasi principio di conflitto di interessi. Spesso peraltro a comprare e vendere i giocatori sono gli stessi procuratori (o agenti che dir si voglia) del cosiddetto manager. La figura del direttore sportivo è da loro considerata quasi di disturbo e la sovrastano senza preoccuparsi di nulla. Quello del calcio inglese è un mondo chiuso che può "aprirsi", come sta avvenendo, solo con l'immissione di nuovi allenatori provenienti da altre realtà. Ci sono giri consolidati e ci sono gli amici degli amici. E c'è un caffè per tutti...