Inter-Udinese, dov’erano gli italiani? La sconfitta della FIGC. Tommasi, intervieni…

Complimenti alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. E meno male che è italiana... Chissà come si sentiranno i dirigenti del nostro pallore ora che è stato raggiunto il record: due squadre italiane, Inter e Udinese, che si affrontano nel campionato ITALIANO senza nessun giocatore titolare che sia nato nel nostro Paese. Può essere che a Tavecchio stia bene così. Ma è una realtà inaccettabile. Ecco perché si registra un sempre più accentuato calo d'interesse e disamore del pubblico. Mi chiedo appunto come si sentano i vertici della FIGC, perché è a causa della loro timidezza e acquiescenza che si è arrivati a questo. E a proposito di acquiescenza mi sembra che anche il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, e sottolineo Italiana, se ne sia uscito con un commento troppo timido e troppo di maniera. Se le norme, come lui dice, sono sbagliate, dov'era lui quando furono varate? Abbiamo registrato negli anni reazioni "sindacali" ben più dure, per questioni ben più risibili. Se hai delle funzioni sindacali devi darti da fare, al di là delle timide obiezioni. Ora Tommasi si lamenta, ma i buoi sono già usciti dalla stalla. Spero che in un improbabile sussulto d'orgoglio Tavecchio convochi un'assemblea e decida per un numero di giocatori italiani che debbano essere presenti in campo. Non è bello da italiani sentire dello sloveno Handanovic che prende gol dal francese Thereau, ne del grego Karnezis che para sul croato Jovetic e compagnia cantante. Dopo cento anni di storia del nostro pallone siamo arrivati al punto attuale, fatto di società praticamente fallite ma amministratori che sono molto ricchi. Le società sono dissestate, ma le risorse individuali non vengono mai toccate. Mi piacerebbe sapere che fine abbia fatto Ghirardi del Parma, giusto per fare un esempio. No, così no. Questa situazione mi fa arrabbiare. Comunque il record di San Siro è la fotografia esatta di un movimento che lascia sempre meno spazio ai talenti di casa. E la Federazione Italiana non è certo esente da colpe.

Inter-Udinese, dov’erano gli italiani? La sconfitta della FIGC. Tommasi, intervieni…

Complimenti alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. E meno male che è italiana... Chissà come si sentiranno i dirigenti del nostro pallore ora che è stato raggiunto il record: due squadre italiane, Inter e Udinese, che si affrontano nel campionato ITALIANO senza nessun giocatore titolare che sia nato nel nostro Paese. Può essere che a Tavecchio stia bene così. Ma è una realtà inaccettabile. Ecco perché si registra un sempre più accentuato calo d'interesse e disamore del pubblico. Mi chiedo appunto come si sentano i vertici della FIGC, perché è a causa della loro timidezza e acquiescenza che si è arrivati a questo. E a proposito di acquiescenza mi sembra che anche il presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, e sottolineo Italiana, se ne sia uscito con un commento troppo timido e troppo di maniera. Se le norme, come lui dice, sono sbagliate, dov'era lui quando furono varate? Abbiamo registrato negli anni reazioni "sindacali" ben più dure, per questioni ben più risibili. Se hai delle funzioni sindacali devi darti da fare, al di là delle timide obiezioni. Ora Tommasi si lamenta, ma i buoi sono già usciti dalla stalla. Spero che in un improbabile sussulto d'orgoglio Tavecchio convochi un'assemblea e decida per un numero di giocatori italiani che debbano essere presenti in campo. Non è bello da italiani sentire dello sloveno Handanovic che prende gol dal francese Thereau, ne del grego Karnezis che para sul croato Jovetic e compagnia cantante. Dopo cento anni di storia del nostro pallone siamo arrivati al punto attuale, fatto di società praticamente fallite ma amministratori che sono molto ricchi. Le società sono dissestate, ma le risorse individuali non vengono mai toccate. Mi piacerebbe sapere che fine abbia fatto Ghirardi del Parma, giusto per fare un esempio. No, così no. Questa situazione mi fa arrabbiare. Comunque il record di San Siro è la fotografia esatta di un movimento che lascia sempre meno spazio ai talenti di casa. E la Federazione Italiana non è certo esente da colpe.

Corso Football Manager

DESCRIZIONE DEL PROFILO PROFESSIONALE

Il Football Manager è un dirigente che ricopre un ruolo di grande rilievo all’interno di una società calcistica. Tale profilo professionale svolge attività riguardanti la gestione della società a livello amministrativo e legale, provvede alla realizzazione del piano di marketing individuato per la promozione della società ivi compreso la gestione degli sponsor, la promozione del merchandising, la gestione dei diritti televisivi. Provvede altresì alla definizione dei contratti con gli atleti e alla gestione degli impianti sportivi, il tutto con un approccio strategico in grado di consentire alla società di operare nell’attuale mercato caratterizzato da una spiccata competitività.

DESTINATARI

Il corso è dedicato a tutti coloro che operano nel mondo del calcio, come parte attiva dello staff e organizzazione delle società di calcio, e a chiunque sia interessato a conoscere un nuovo modo di gestire il marketing ed il management sportivo nelle società, che intendono acquisire ed approfondire le conoscenze sulle opportunità e modalità di conseguimento di risorse
economiche per mantenere e perseguire gli obiettivi prefissati.

Favola Leicester, Ranieri uomo di classe. Quel ricordo di Dalla Bona e il Chelsea…

Claudio Ranieri sta scrivendo una pagina di storia importante con il suo Leicester. È un uomo sereno, tutto d'un pezzo che da una vita vive il calcio in maniera corretta e leale. Prima da calciatore e poi da allenatore. E il suo curriculum non è certo trascurabile. Mi piace ricordare che quando allenava il Chelsea fu lo scopritore del mio giovane Samuele Dalla Bona che veniva dal vivaio dell'Atalanta. Dopo quell'esperienza Samuele andò al Milan. Ranieri opera con idee chiare e decise, anche sul mercato. In Premier imporsi non è facile, ma lui ha tutto per piacere anche al pubblico. È attento, scrupoloso e professionale. Parla un inglese, semplice, ineccepibile. Sembra che sia nato in Inghilterra. Questo è il bello di Ranieri, per il quale si parla anche di Nazionale Italiana. Sarebbe - visto anche il diniego di Capello - l'ideale per la panchina azzurra, ma ha fatto sapere che gli farebbe piacere proseguire la sua esperienza al Leicester. Pazienza, dovremo rinunciare anche a lui. E alla sua classe. Perché Claudio Ranieri, si, è un uomo di classe....

Favola Leicester, Ranieri uomo di classe. Quel ricordo di Dalla Bona e il Chelsea…

Claudio Ranieri sta scrivendo una pagina di storia importante con il suo Leicester. È un uomo sereno, tutto d'un pezzo che da una vita vive il calcio in maniera corretta e leale. Prima da calciatore e poi da allenatore. E il suo curriculum non è certo trascurabile. Mi piace ricordare che quando allenava il Chelsea fu lo scopritore del mio giovane Samuele Dalla Bona che veniva dal vivaio dell'Atalanta. Dopo quell'esperienza Samuele andò al Milan. Ranieri opera con idee chiare e decise, anche sul mercato. In Premier imporsi non è facile, ma lui ha tutto per piacere anche al pubblico. È attento, scrupoloso e professionale. Parla un inglese, semplice, ineccepibile. Sembra che sia nato in Inghilterra. Questo è il bello di Ranieri, per il quale si parla anche di Nazionale Italiana. Sarebbe - visto anche il diniego di Capello - l'ideale per la panchina azzurra, ma ha fatto sapere che gli farebbe piacere proseguire la sua esperienza al Leicester. Pazienza, dovremo rinunciare anche a lui. E alla sua classe. Perché Claudio Ranieri, si, è un uomo di classe....