Infantino e la nuova FIFA, bene così. Il Mondiale in Qatar e la vendetta USA…

Gianni Infantino, nuovo presidente della FIFA, si è presentato alla grande alla platea calcistica mondiale e dopo aver aperto alla tecnologia con la "moviola in campo", ha assunto un'altra iniziativa di tutto rilievo. La nuova FIFA ha infatti avviato un'azione legale per riavere milioni di dollari da un gruppo di suoi ex dirigenti, 39 in tutto (ex presidenti compresi) accusati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di aver rubato oltre 200 milioni di dollari. La decisione di Infantino conforta una volta di più la sussistenza di clamorose irregolarità nell'assegnazione dei Mondiali, e in particolare quello del Sudafrica, per il quale sembra siano "volate" tangenti assai robuste. Due dirigenti, tale Chuck Blazer e Jack Warner, avrebbero intascato, solo loro due, ben dieci milioni di euro. Infantino ha sottolineato come il loro atteggiamento abbia procurato seri e duraturi danni alla FIFA. Più dei soldi, che comunque la nuova FIFA di Infantino è determinata a riprendersi indipendentemente dal tempo necessario, è importante il significato simbolico della richiesta. Così Infantino prende infatti le distanze dall'era Blatter e si pone come vittima della corruzione. Ancor meglio il "nostro" Gianni (belle le sue "ostentazioni" di italianità) riuscirà a fare se assumerà decisioni altrettanto determinate quando l'inchiesta statunitense dovesse evidenziare irregolarità anche per l'assegnazione del Mondiale 2022 in Qatar. Nell'occhio del ciclone per quella "strana" designazione sembra infatti esserci anche Michel Platini, del quale Gianni Infantino è stato per lungo tempo il braccio destro nella qualità di Segretario Generale dell'UEFA. L'antagonista del Qatar, per quel Mondiale, era infatti proprio la Federazione degli Stati Uniti che sembrava facile vincitrice del duello. Non andò così e lo schiaffone per gli USA fu forte. Ma invece che porgere l'altra guancia, gli USA scatenarono la loro miglior forza investigativa con esiti che conosciamo parzialmente ma che potrebbero riservare ancora grandi sorprese. Gianni Infantino si è comunque mosso per tempo e con grande abilità prendendo le distanze da colpevoli e presunti tali.

Infantino e la nuova FIFA, bene così. Il Mondiale in Qatar e la vendetta USA…

Gianni Infantino, nuovo presidente della FIFA, si è presentato alla grande alla platea calcistica mondiale e dopo aver aperto alla tecnologia con la "moviola in campo", ha assunto un'altra iniziativa di tutto rilievo. La nuova FIFA ha infatti avviato un'azione legale per riavere milioni di dollari da un gruppo di suoi ex dirigenti, 39 in tutto (ex presidenti compresi) accusati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti di aver rubato oltre 200 milioni di dollari. La decisione di Infantino conforta una volta di più la sussistenza di clamorose irregolarità nell'assegnazione dei Mondiali, e in particolare quello del Sudafrica, per il quale sembra siano "volate" tangenti assai robuste. Due dirigenti, tale Chuck Blazer e Jack Warner, avrebbero intascato, solo loro due, ben dieci milioni di euro. Infantino ha sottolineato come il loro atteggiamento abbia procurato seri e duraturi danni alla FIFA. Più dei soldi, che comunque la nuova FIFA di Infantino è determinata a riprendersi indipendentemente dal tempo necessario, è importante il significato simbolico della richiesta. Così Infantino prende infatti le distanze dall'era Blatter e si pone come vittima della corruzione. Ancor meglio il "nostro" Gianni (belle le sue "ostentazioni" di italianità) riuscirà a fare se assumerà decisioni altrettanto determinate quando l'inchiesta statunitense dovesse evidenziare irregolarità anche per l'assegnazione del Mondiale 2022 in Qatar. Nell'occhio del ciclone per quella "strana" designazione sembra infatti esserci anche Michel Platini, del quale Gianni Infantino è stato per lungo tempo il braccio destro nella qualità di Segretario Generale dell'UEFA. L'antagonista del Qatar, per quel Mondiale, era infatti proprio la Federazione degli Stati Uniti che sembrava facile vincitrice del duello. Non andò così e lo schiaffone per gli USA fu forte. Ma invece che porgere l'altra guancia, gli USA scatenarono la loro miglior forza investigativa con esiti che conosciamo parzialmente ma che potrebbero riservare ancora grandi sorprese. Gianni Infantino si è comunque mosso per tempo e con grande abilità prendendo le distanze da colpevoli e presunti tali.

Il calciomercato negli hotel è morto, calcio e turismo…nasca la B.I.C: ecco la nuova idea

Il Calciomercato e' morto. Viva il Calciomercato! Inteso com'è oggi il mercato calcistico dell'albergo milanese non ha proprio senso alcuno.L'ultima edizione di gennaio,triste e grigia,ha lasciato amare sensazioni di inutilità e inadeguatezza ai tempi che scorrono rapidi e veloci. Tempi ormai definitivamente dettati dalla globalizzazione informatica.Pensare al calciomercato come un semplice luogo d'incontro e' ormai anacronistico. Sono solo le televisioni più che la carta stampata ed i media in generale ad aver interesse a tener vivo un'ormai patetico baraccone sul quale incentrano trasmissioni su trasmissioni,dirette su dirette,coinvolgendo le pochissime società presenti e i cosiddetti "operatori" di passaggio che magari vanno lì solo per vanitose passarelle.Si può dunque parlare di una sorta di "doping televisivo" magnificamente orchestrato da bravissimi professionisti dell'informazione sportiva che reggono le loro apprezzabili trasmissioni sul nulla offerto dai box squallidamente vuoti.Il tutto in uno scenario ormai surreale. Per mantenere questa realtà tutta italiana,partita negli anni sessanta con il mito del principe Lanza di Trabia che faceva i primi affari del calcio immerso nella vasca da bagno della suite più lussuosa dell'Hotel Gallia,occorre riempirla di contenuti nuovi,imporle tempi diversi e locations più adeguate.L'organizzazione dell'ultima edizione è stata di Infront con la collaborazione dell'Adise. Entrambe reduci da un clamoroso flop estivo con una sbagliatissima "due giorni" nella pur splendida Taormina (in piena stagione turistica !)orchestrata in collaborazione con sedicenti "esperti in comunicazione " in un contesto assai opaco per costi e ritorni relativi.Un evento così importante dal punto di vista mediatico meriterebbe una maggiore trasparenza e ben diverse capacità operative. Muove "masse" tali da farlo intravedere come un prodotto anche turisticamente appetibile ma l'assurda tempistica della due giorni siciliana ha smorzato ogni entusiasmo al riguardo .  E a proposito di turismo una mia recente alla Borsa Italiana del Turismo(B.I.T.) mi ha fatto immaginare che qualcosa di simile potrebbe esser organizzato anche per il calcio. Ecco: la Borsa Italiana del Calcio (B.I.C.). Un grande spazio che,in tempi però più ristretti di quelli oggi previsti,celebri un grande momento di promozione dello spettacolo calcistico. Una manifestazione che,col coinvolgimento del marketing attiri l'attenzione di non solo dei media ma di tutte le realtà economiche e finanziarie. Una kermesse che vada oltre le semplici(e sempre più rare) trattative e che sua animata da dibattiti,conferenze e convegni in materia giuridica e medica,organizzativa e fiscale. Un momento che rivestirebbe anche un grande significato culturale. Uno spazio( come potrebbe essere quello della vecchia Fiera Campionaria nel centro di Milano)dove ai club dovrebbe esser imposto l'obbligo della presenza. I quei giorni(pochi,molti di meno dell'inutile e interminabile mese ora previsto) sia la Federazione che le Leghe( quella di Serie A in particolare) dovrebbero tenere proprio lì,alla B.I.T.,una loro riunione plenaria proprio per rafforzare l'immagine del calcio che va incontro alla gente. Si,perché la Borsa Italiana del Calcio potrebbe anche essere aperta al pubblico in determinati orari o in determinate giornate con il calcio che così si fa uno spot promopubblicitario utile soprattutto in termini di marketing,meglio se di un marketing rivisitato e davvero "ufficiale" com'è uso da sempre in Inghilterra. Potrebbe essere un modo per ridare freschezza e smalto a un'istituzione tutta italiana che appare sicuramente affaticata dalla crisi economica e dalle mutate abitudini indotte dall'evoluzione tecnologica.