Il calciomercato negli hotel è morto, calcio e turismo…nasca la B.I.C: ecco la nuova idea

Il Calciomercato e' morto. Viva il Calciomercato! Inteso com'è oggi il mercato calcistico dell'albergo milanese non ha proprio senso alcuno.L'ultima edizione di gennaio,triste e grigia,ha lasciato amare sensazioni di inutilità e inadeguatezza ai tempi che scorrono rapidi e veloci. Tempi ormai definitivamente dettati dalla globalizzazione informatica.Pensare al calciomercato come un semplice luogo d'incontro e' ormai anacronistico. Sono solo le televisioni più che la carta stampata ed i media in generale ad aver interesse a tener vivo un'ormai patetico baraccone sul quale incentrano trasmissioni su trasmissioni,dirette su dirette,coinvolgendo le pochissime società presenti e i cosiddetti "operatori" di passaggio che magari vanno lì solo per vanitose passarelle.Si può dunque parlare di una sorta di "doping televisivo" magnificamente orchestrato da bravissimi professionisti dell'informazione sportiva che reggono le loro apprezzabili trasmissioni sul nulla offerto dai box squallidamente vuoti.Il tutto in uno scenario ormai surreale. Per mantenere questa realtà tutta italiana,partita negli anni sessanta con il mito del principe Lanza di Trabia che faceva i primi affari del calcio immerso nella vasca da bagno della suite più lussuosa dell'Hotel Gallia,occorre riempirla di contenuti nuovi,imporle tempi diversi e locations più adeguate.L'organizzazione dell'ultima edizione è stata di Infront con la collaborazione dell'Adise. Entrambe reduci da un clamoroso flop estivo con una sbagliatissima "due giorni" nella pur splendida Taormina (in piena stagione turistica !)orchestrata in collaborazione con sedicenti "esperti in comunicazione " in un contesto assai opaco per costi e ritorni relativi.Un evento così importante dal punto di vista mediatico meriterebbe una maggiore trasparenza e ben diverse capacità operative. Muove "masse" tali da farlo intravedere come un prodotto anche turisticamente appetibile ma l'assurda tempistica della due giorni siciliana ha smorzato ogni entusiasmo al riguardo .  E a proposito di turismo una mia recente alla Borsa Italiana del Turismo(B.I.T.) mi ha fatto immaginare che qualcosa di simile potrebbe esser organizzato anche per il calcio. Ecco: la Borsa Italiana del Calcio (B.I.C.). Un grande spazio che,in tempi però più ristretti di quelli oggi previsti,celebri un grande momento di promozione dello spettacolo calcistico. Una manifestazione che,col coinvolgimento del marketing attiri l'attenzione di non solo dei media ma di tutte le realtà economiche e finanziarie. Una kermesse che vada oltre le semplici(e sempre più rare) trattative e che sua animata da dibattiti,conferenze e convegni in materia giuridica e medica,organizzativa e fiscale. Un momento che rivestirebbe anche un grande significato culturale. Uno spazio( come potrebbe essere quello della vecchia Fiera Campionaria nel centro di Milano)dove ai club dovrebbe esser imposto l'obbligo della presenza. I quei giorni(pochi,molti di meno dell'inutile e interminabile mese ora previsto) sia la Federazione che le Leghe( quella di Serie A in particolare) dovrebbero tenere proprio lì,alla B.I.T.,una loro riunione plenaria proprio per rafforzare l'immagine del calcio che va incontro alla gente. Si,perché la Borsa Italiana del Calcio potrebbe anche essere aperta al pubblico in determinati orari o in determinate giornate con il calcio che così si fa uno spot promopubblicitario utile soprattutto in termini di marketing,meglio se di un marketing rivisitato e davvero "ufficiale" com'è uso da sempre in Inghilterra. Potrebbe essere un modo per ridare freschezza e smalto a un'istituzione tutta italiana che appare sicuramente affaticata dalla crisi economica e dalle mutate abitudini indotte dall'evoluzione tecnologica.

Il mercato più freddo e grigio della storia, finalmente è finito…

Finalmente il cosiddetto mercato invernale, uno dei più freddi e grigi della storia, è finito. E' ormai evidente a tutti (tranne a chi lo organizza) che è un obbrobrio senza senso, un interminabile mese senza capo ne coda che se non completamente abolito andrebbe quantomeno ridotto e ricollocato. Così com'è, interminabile e invasivo col campionato in corso, non piace a nessuno. Non piace agli allenatori cui sottrae i giocatori in corso d'opera, non piace ai calciatori (sempre con la valigia in mano) e non piace neppure ai mezzi d'informazione data la fastidiosa interferenza con il calcio giocato. Non si capisce proprio perché di anno in anno si perpetui un così macroscopico errore. Se proprio un "mercato di riparazione" si deve fare, lo si faccia! Ma lo si organizzi durante la sosta invernale che però non dovrà più coincidere con il periodo natalizio, anzi, in quel periodo si dovrà proprio giocare come si gioca nella virtuosa Inghilterra. La sosta dovrà essere un po' abbreviata e posta subito dopo Santo Stefano che deve essere "santificato" dalla gente proprio con una bella abbuffata di calcio. Poi si riprenderà il campionato con l'Epifania. Sono dieci giorni di "astinenza" per i tifosi e chiaramente un po' di riposo in meno (rispetto a quello, lunghissimo, di quest'anno) per i 500 (non ho detto cinquemila) calciatori o "lavoratori del pallone" che dir si voglia, che per affrontare la partita il giorno della Befana dovranno riprendere gli allenamenti subito dopo i (moderati) festeggiamenti per l'arrivo dell'anno nuovo. Dieci giorni di lavoro pieno, invece, per tutti gli operatori di mercato che andrebbe così organizzato appunto in coincidenza con questa breve sosta invernale. Mercato invernale da aprire il 27 dicembre e da chiudere il 4 gennaio, in modo che, alla ripresa, tutte le squadre possano ripartire con i nuovi e definitivi organici. Non come succede oggi con gli stravolgimenti degli organici "in corso d'opera". Quindi riassumendo: sosta invernale breve coincidente col calciomercato. Ecco una novità che farebbe bene al calcio. I tifosi che hanno più tempo libero meglio sopporterebbero la (più breve!) astinenza da stadio (o divano televisivo) assumendo il metadone del "calciomercato". Gli allenatori non dovrebbero più registrare partenze o arrivi (più o meno graditi) durante il campionato. Gli unici che potrebbero storcere il naso sono i cosiddetti "operatori di mercato" (dopo la pilatesca e sciagurata "riforma Blatter" non si sa più come chiamarli) che dovrebbero "correre" per i loro affari con il rischio del panettone di traverso. Ma tant'è: nell'immaginario collettivo, guadagnano abbastanza bene per potersi esporre al rischio di qualche..indigestione. Ma sapete perché questa utilissima, quasi ovvia, riforma non si farà? E' presto detto: perché la FIGC deve attenersi ai desiderata della FIFA, cioè di un elefante burocratico che le riforme eventualmente le vara non prima che sia passato qualche lustro dall'averle pensate. E la FIFA, casomai alla FIGC venisse mai in mente di proporre una siffatta novità, replicherebbe con l'esigenza di armonizzare i tempi del mercato con quelli delle altre federazioni: Andorra e Zambia comprese.

Il mercato più freddo e grigio della storia, finalmente è finito…

Finalmente il cosiddetto mercato invernale, uno dei più freddi e grigi della storia, è finito. E' ormai evidente a tutti (tranne a chi lo organizza) che è un obbrobrio senza senso, un interminabile mese senza capo ne coda che se non completamente abolito andrebbe quantomeno ridotto e ricollocato. Così com'è, interminabile e invasivo col campionato in corso, non piace a nessuno. Non piace agli allenatori cui sottrae i giocatori in corso d'opera, non piace ai calciatori (sempre con la valigia in mano) e non piace neppure ai mezzi d'informazione data la fastidiosa interferenza con il calcio giocato. Non si capisce proprio perché di anno in anno si perpetui un così macroscopico errore. Se proprio un "mercato di riparazione" si deve fare, lo si faccia! Ma lo si organizzi durante la sosta invernale che però non dovrà più coincidere con il periodo natalizio, anzi, in quel periodo si dovrà proprio giocare come si gioca nella virtuosa Inghilterra. La sosta dovrà essere un po' abbreviata e posta subito dopo Santo Stefano che deve essere "santificato" dalla gente proprio con una bella abbuffata di calcio. Poi si riprenderà il campionato con l'Epifania. Sono dieci giorni di "astinenza" per i tifosi e chiaramente un po' di riposo in meno (rispetto a quello, lunghissimo, di quest'anno) per i 500 (non ho detto cinquemila) calciatori o "lavoratori del pallone" che dir si voglia, che per affrontare la partita il giorno della Befana dovranno riprendere gli allenamenti subito dopo i (moderati) festeggiamenti per l'arrivo dell'anno nuovo. Dieci giorni di lavoro pieno, invece, per tutti gli operatori di mercato che andrebbe così organizzato appunto in coincidenza con questa breve sosta invernale. Mercato invernale da aprire il 27 dicembre e da chiudere il 4 gennaio, in modo che, alla ripresa, tutte le squadre possano ripartire con i nuovi e definitivi organici. Non come succede oggi con gli stravolgimenti degli organici "in corso d'opera". Quindi riassumendo: sosta invernale breve coincidente col calciomercato. Ecco una novità che farebbe bene al calcio. I tifosi che hanno più tempo libero meglio sopporterebbero la (più breve!) astinenza da stadio (o divano televisivo) assumendo il metadone del "calciomercato". Gli allenatori non dovrebbero più registrare partenze o arrivi (più o meno graditi) durante il campionato. Gli unici che potrebbero storcere il naso sono i cosiddetti "operatori di mercato" (dopo la pilatesca e sciagurata "riforma Blatter" non si sa più come chiamarli) che dovrebbero "correre" per i loro affari con il rischio del panettone di traverso. Ma tant'è: nell'immaginario collettivo, guadagnano abbastanza bene per potersi esporre al rischio di qualche..indigestione. Ma sapete perché questa utilissima, quasi ovvia, riforma non si farà? E' presto detto: perché la FIGC deve attenersi ai desiderata della FIFA, cioè di un elefante burocratico che le riforme eventualmente le vara non prima che sia passato qualche lustro dall'averle pensate. E la FIFA, casomai alla FIGC venisse mai in mente di proporre una siffatta novità, replicherebbe con l'esigenza di armonizzare i tempi del mercato con quelli delle altre federazioni: Andorra e Zambia comprese.