Serie A, riposo a Natale… ma perché? Atleti troppo tutelati, il calcio è spettacolo… e per le feste si giochi

Sono stato Segretario Generale dell'Associazione Italiana Calciatore per quasi un decennio tra gli anni settanta e ottanta. Credo perciò di aver dato in qualche modo dato il mio contributo alla crescita della categoria dei calciatori. Crescita sia culturale che sul piano dei diritti. Presidente era Sergio Campana e membri del Consiglio Direttivo Gianni Rivera e Sandro Mazzola. Alcuni atteggiamenti odierni dell'AIC mi lasciano però perplesso: l'opposizione ad una drastica riduzione dell'area professionistica, attualmente affollata da una pletora di società cronicamente incapaci di reggere un autentico professionismo e spesso sull'orlo del fallimento, mi sembra infatti suggerita da un ragionamento di veterosindacalismo che attiene al mantenimento a tutti i costi del cosiddetto posto di lavoro, più che alla tutela dall'economicità dell'intero sistema calcio. Ma in questi giorni di festa si fa sempre più palese e manifesto l'errore di pretendere la sosta invernale in coincidenza con Natale e Santo Stefano. Mentre l'Inghilterra e anche la nostra lungimirante Serie B danno spettacolo, i nostri calciatori di Serie A (quasi tutti stranieri e quindi poco sindacalizzati) vanno al mare al caldo ( Carabi, Maldive o Brasile) oppure St.Moritz e Cortina o se ne restano al calduccio di casa. Ma non sarebbe meglio se riposassero per qualche giorno a gennaio dopo le feste? Mai come in questi giorni i tifosi hanno il tempo di dedicarsi ai loro hobby e alle loro passioni e probabilmente riempirebbero gli stadi, come avviene in Inghilterra, più di quanto faranno a gennaio. Varrebbe almeno la pena di provarci e di fare un tentativo. I cinema e i teatri sono pieni. E il calcio, cos'è se non uno spettacolo? Io non ho mai saputo di attori che rinunciano al Palcoscenico per riposare nei giorni della festa. Anzi. Avviene proprio il contrario: gli uomini di spettacolo sperano ardentemente di andare in cartellone i giorni di festa, così da santificare la festa stessa. Festa che è di milioni di tifosi e cioè dei fruitori di uno spettacolo che dovrebbe essere recitato da non più di cinquecento professionisti che però, proprio in quei giorni (e non poco dopo) pensano di dover riposare. La maggioranza dei 500 viene peraltro da altri paesi, più o meno esotici, e appartiene a diverse fedi religiose. In ciò tutelati in modo ultroneo (cioè che si spinge probabilmente oltre le stesse intenzioni degli atleti) dall'Associazione Italiana Calciatori e sottolineo italiana. Oltreché dei calciatori, le responsabilità sono però anche dei dirigenti (pavidi e mai decisionisti) i quali abitualmente traccheggiano per amor di "pace sindacale", ben sapendo invece, che il loro prodotto, quel prodotto calcio dalla cui vendita dipende tutto (anche gli stipendi: basterebbe farlo presente) fatturerebbe molto di più in questi giorni che in tutto il resto dell'anno. Britannia docet...

Platini, otto anni di squalifica. Come sparare sulla Croce Rossa. Le Roi e la Presidenza Fifa, game over…

Un commento alla pesante sentenza di 8 anni di squalifica inflitta a Michel Platini mi espone al rischio di...sparare sulla Croce Rossa. Ero stato infatti facile profeta nel pronosticare una pena "non inferiore a sette anni" considerata la gravità dell'accusa di corruzione e l'atteggiamento processuale scelto da Platini che, in contumacia, aveva definito il procedimento avanti il Comitato Etico un "processo farsa". Per la verità non poche perplessità aveva destato l'improvvida sortita di un sedicente "portavoce" (figura sconosciuta ad ogni tipo di diritto, sia ordinario che sportivo) del Comitato Etico che ne avrebbe anticipato la decisione, ma resta il fatto che Platini non ha saputo dare alcuna spiegazione valida a quell'ormai famoso, anzi famigerato, pagamento di 2 milioni fattogli da Blatter senza alcun contratto sottostante e con una tempistica assurda e illogica. La motivazione del Comitato Etico è implacabile: "Blatter e Platini non hanno agito con integrità e credibilità". E così la figura più importante nella corsa alla poltrona di Presidente FIFA esce definitivamente di scena. Per quanti ricorsi possa proporre alla FIFA stessa e al Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, la partita è ora di fatto chiusa con Le Roi in fuorigioco per le elezioni del prossimo 27 febbraio. Platini / Presidenza FIFA, game over...

#Platinirendicilamaglia: Le Roi, comunque andrà…sarà un insuccesso

Credo che un piccolo episodio possa apparire significativo del clima che aleggia attorno a Michel Platini e la sua figura del dirigente di calcio internazionale. Radio Toscana, lanciando l'hashtag #Platinirendicilamaglia ha chiesto a Le Roi la restituzione della divisa della Fiorentina che gli avevano regalato. La sentenza di radiazione (come richiesta dall'accusa) non è stata ancora pronunciata, ma già l'immagine del francese appare ampiamente compromessa. La sua difesa ha peraltro già messo le mani avanti giudicando il procedimento che si terrà dinnanzi al Comitato Etico un processo farsa nel quale la sentenza, politica e non tecnica, è già stata pronunciata. Per l'accusa di corruzione la pena prevista è della radiazione che scenderebbe ad una lunga squalifica, almeno sette anni, se dal processo emergesse la sussistenza di un semplice conflitto d'interessi. Il coimputato Blatter ha lottato giovedì per ben otto ore davanti ai giudici protestando la sua innocenza e addirittura invocando quale avvocato difensore Vladimir Putin, capo di quella Russia che organizzerà i Mondiali del 2018 per ottenere i quali, ha sostenuto Blatter, Platini non fece alcuna pressione. Per quelli del 2022 in Qatar, cui Platinì fornì un decisivo appoggio facendo naufragare la candidatura degli USA, l'odore di tangente è invece assai forte. Lunedì avremo la sentenza e non credo che la contumacia di Platini possa giovargli. Il piccolo e apparentemente insignificante episodio dell'emittente toscana che si vergogna del dono fattogli, la dice lunga. Comunque vada, per Le Roi, è già un insuccesso.

Dal gol di Tokyo alle vicende giudiziarie: la partita di Platini trent’anni dopo, in gioco la sua immagine. Presidenza Fifa, il principe giordano e Infantino. Mentre Le Roi…

Michel Platini non potrà intervenire, come invece sperava, al sorteggio della fase finale della Coppa d'Europa prevista nella sua Parigi per domani sabato 12 dicembre. Il TAS ha infatti confermato la sospensione che gli era stata inflitta dal Comitato Etico della FIFA, imponendo altresì alla FIFA stessa di non prolungare la durata della misura che scadrà il 5 gennaio. Tecnicamente la delibera potrebbe essere letta come una sorta di "accoglimento parziale" della richiesta di Platini, ma sostanzialmente credo sia una bocciatura. Di fatto la sospensione è confermata e non revocata come Le Roi si augurava. Credo che sperasse di poter riapparire in pubblico tra gli applausi della gente, ma così non sarà. Però è giusto e assolutamente legittimo che Platini coltivi ancora la speranza di cavarsela in vista delle elezioni del 26 febbraio 2016. Tutto dipenderà da cosa deciderà il prossimo venerdì 18 dicembre il Comitato Etico sulla richiesta di radiazione per la nota tangente, come è stata definita dal Pubblico Ministero dello stesso Comitato. La sospensione, al momento, resta valida. Non è stata prolungata ulteriormente, ma la vera spada di Damocle che pende sull'ex attaccante della Juventus, è la decisione che prenderà il Comitato Etico. Ciò che è stato deciso in data odierna non fa presagire nulla di buono. Vi è il problema della tangente, oltre alla vicinanza della sua figura a quella di Blatter. Platini ha provato a smarcarsi in qualche maniera, ma se si pensa che gli inquirenti americani che hanno provocato l'arresto di diciassette membri del Comitato Esecutivo Fifa considerano la Fifa un'organizzazione criminale è normale augurarsi un cambiamento radicale. Però, al congresso del 26 febbraio 2016 non conterà tanto l'opinione della gente, quanto l'opera di lobbing e la politica che a quei livelli si pratica. Ho l'impressione che alla luce della candidatura dell'attuale segretario generale dell'Uefa Gianni Infantino, possa essere eletto il principe giordano Ali ibn al-Husayn con lo stesso Infantino (e quindi l'UEFA) accontentato in qualche modo con l'attribuzione della Segreteria Generale. Per Platini, invece, la vedo un po' complicata. Dal dicembre 1985 - quando Le Roi siglò il gol decisivo per la finale del Campionato Mondiale per club a Tokio - ad oggi sono passati trent'anni. E oggi ha una partita più importante da giocare. In palio c'è la sua immagine, che all'epoca era decisamente di altro spessore...

Platini detronizzato vuol riprendersi il potere… Mondiali in Russia e Qatar, sedici arresti su ventiquattro…

Le roi Michel merita rispetto. Per la verità, più come ex grande campione che come dirigente. Detronizzato con disonore dalla FIFA ora cerca faticosamente di reimpadronirsi del potere anche a costo di apparire un po' patetico. Calare l'asso di un discutibile documento redatto 17 anni fa, diconsi diciassette, dalla UEFA per giustificare il pagamento di quasi due milioni fattogli da Blatter, e contestatogli come mazzetta, non mi sembra una mossa vincente. Il fatto che roi Michel abbia chiesto (domandare è lecito, rispondere è cortesia) nell'anno domini 1998 un certo salario (un milione di franchi svizzeri) per "favorire l'elezione di Blatter" non credo possa assurgere a dignità di prova, come invece assumono i suoi avvocati, circa l'innocenza del francese. Platini dovrebbe inoltre spiegare un particolare non proprio trascurabile e cioè come una consulenza alla FIFA dovrebbe riguardare la UEFA. E poi, a parte la nobiltà della causa (e quella di favorire Blatter, sia pur a posteriori, proprio nobile non sembra) come si può giustificare, rispetto alla "richiesta" (non una delibera!) del 1998 il bonifico effettuato nel 2011? La Pubblica Amministrazione della Repubblica Italiana, che proprio sollecita a pagare i suoi debiti pare non sia, aspetta dal Tribunale Arbitrale dello Sport l'eventuale risposta favorevole a Platini, per poi farne buon uso. Credo resti comunque molto consistente salvo ulteriori "coupes de theatre" il rischio per Platini, come per Blatter, di una squalifica a vita cioè di una sanzione che va oltre quella della sospensione di 90 giorni (una sorta di squalifica preventiva) inflittagli dal Comitato Etico UEFA con l'accusa di corruzione. L'ex juventino sarà giudicato questa settimana, assieme a Blatter ed è chiaro che una assoluzione rilancerebbe la sua candidatura alla presidenza della FIFA. Lo stesso Blatter peraltro non si rassegna e sottolinea di essere "un presidente sospeso ma non isolato". La sua FIFA, a suo parere, dovrebbe, pur tra arresti e sospensioni, continuare a progettare il futuro. Parere un po' difforme da quello degli inquirenti americani che hanno come obiettivo di rivoltare come un calzino la FIFA stessa, considerata alla stregua di una organizzazione criminale. Basti il dato del Comitato Esecutivo FIFA che assegnò i mondiali in Qatar e Russia: sono stati arrestati 16 membri su 24.