Napoli, dieci gol in due partite… Maradona, ora come la mettiamo? Diego si morda la lingua, meno campione nella vita di quanto lo sia stato in campo…

E ora, caro Maradona, come la mettiamo? Ma l'allenatore del Napoli in grado di fare 10 gol (5 in Europa al Brugge, e 5 in Italia non a una neopromossa ma alla Lazio) non è quello stesso Sarri definito "incapace", "non da Napoli", "senza personalità"? Orbene "l'incapace" ha rivoluzionato strategie ed abitudini molto in fretta dimostrandosi assai meno integralista di quanto i suoi detrattori lo avevano definito. Il 4-3-3 ha dato soprattutto maggiore equilibrio alla difesa scatenando nel contempo gli attaccanti. Nell'attesa di conferme si può per ora affermare che il Napoli ha mostrato nelle ultime due gare non solo un vero e proprio strapotere tecnico/tattico nei confronti degli avversari, ma anche una condizione atletica brillantissima supportata da una mentalità vincente alimentata sì dalla voglia del risultato ma anche di divertirsi e divertire. Sarri si è dimostrato vincente anche nella misurata e intelligente risposta al Pibe de Oro. Una risposta tranquilla e serena non una replica, magari piccata (e quindi di maggior effetto mediatico) o polemica. Si è detto infatti sorpreso e felice per il solo fatto di essere stato citato da un campione che ha fatto la storia del calcio. Bravo Sarri!! Meno bravo Maradona che ora si morderà la lingua avendo purtroppo dimostrato, ancora una volta, di esser meno "campione" nella vita di quanto lo sia stato in campo.

45 milioni agli (ex) agenti, il fallimento della politica di Blatter…lo gnomo di Zurigo. E in Italia non gira un euro…

La Fifa ha diffuso il report dei tre mesi di calciomercato estivo 2015 e ha fornito una serie di dati e grafici che fotografano la situazione. Un dato significativo tra i tanti può essere quello relativo alle commissioni pagate agli agenti, come venivano chiamati una volta. Ma gli agenti ora non ci sono più, tutta questa e un'assurdità voluta dal signor Blatter. Il dato riportato dalla Gazzetta dello Sport sui 45 milioni spesi dalle società per gli (ex) agenti, ora intermediari, testimonia il fallimento totale della politica voluta da questo sciagurato personaggio che tanto male ha fatto al calcio mondiale e tanto male è stato interpretato dai suoi sodali italici che per compiacerlo hanno fatto una riforma peggiore rispetto ad altri paesi. Perché si è speso tanto per i procuratori? Perché c'è stata una negativa apertura alle figure più disparate che hanno avuto accesso ad una professione che prima era disciplinata da regole che ponevano delle limitazioni sul piano normativo. Ora la possibilità che chiunque possa vantarsi della qualifica di agente o intermediario (per come chiamarlo, chiedere allo gnomo di Zurigo) apre ad una serie problematiche al di là del livello culturale, moralità e competenze specifiche. Le porte aperte a tutti non hanno certo migliorato la situazione. Nelle cronache dell'estate s'è letto di gente che si è affacciata per la prima volta nel mondo del calcio perché aveva il mandato da qualcuno. Non sono richiesti particolari requisiti, quindi la categoria viene dequalificata. Ciononostante la Federazione vorrebbe mantenere un certo controllo. Nel calcio italiano non gira un euro, abbiamo acquistato il 55% in più dall'estero rispetto all'anno scorso. Tutto questo nel disinteresse della FIGC che si è preoccupata di annotare i nomi di persone che si sono cimentate più o meno con successo nel trasferimento di calciatori...

Il calciomercato e la magia delle illusioni. Meggiorini, tacco dodici tra i grandi poeti del calcio…

Il calciomercato è l'eterna illusione di comprare le magie di una sfera di cuoio. Per questo è un fenomeno che continua ad appassionare la moltitudine dei tifosi che vivono l'interminabile mese di agosto (ma non è meglio finire prima?) con una passione e una partecipazione spesso superiori a quelle per il calcio giocato. Quella di comprare certe "magie" è spesso, come dicevo, un'illusione, ma a volte certe "magie" si realizzano e allora ti riconcili con quel mondo che tra esterofilia, insipienza dirigenziale, intrallazzi e violenza, ti piace sempre meno. Visto Meggiorini? Ecco, una "magia" come quella di Meggiorini, ti riconcilia con il mondo del pallone e ti dice che vale la pena di crederci. La sua demi-volée di tacco è destinata a restare negli annali. Un gesto tecnico cercato, voluto e riuscito ad uno che non era, sinora, accreditato di una classe eccelsa. Un gesto da "pallone d'oro" che fatto da Messi poteva avere il suo perché, da Meggiorini sorprende. Meggiorini è uno che ha dovuto (e deve) lottare per battere la concorrenza di tale Mpoku (ma era necessario prenderlo?) ed è uno dei pochi italiani che può giocarsela nel campionato italiano invaso da (spesso improbabili) colleghi d'oltreoceano e non. Il suo "tacco 12" (alla Belen) è stato una di quelle "magie" per le quali la suddetta "sfera di cuoio" si fa amare. Ora proporrei di soprannominarlo proprio "tacco 12". Un grande della nostra letteratura come Pierpaolo Pasolini ebbe a parlare, in un saggio sul linguaggio calcistico, di calciatori prosatori (tipo Giacomo Bulgarelli o, che so, Gattuso) e calciatori poetici (tipo Gianni Rivera o, che so, Francesco Totti). Il nostro "tacco 12", Riccardo Meggiorini, ha scritto una poesia calcistica che avrebbe spinto Pasolini ad annoverarlo tra i grandi poeti del calcio.