Più stranieri in campo, a che servono le riforme?

Jankovic, Biglia (pronunciasi Big-lia), Kisna, Skorupski, Mandzukic, Edenilson, per non parlare dell'impronunciabile Szczesny (una vocale che rovina sette consonanti!). Dalle radio alle televisioni questi i primi nomi che balzano alla cronaca del nuovo campionato. Tutti stranieri. I nostri sono scesi a ottantanove su duecentoventi. Circa il quarantapercento. Ditemi voi se questo non è il segnale della decadenza del nostro calcio e dell'insipienza di chi lo governa. Mentre in Russia i regolamenti federali impongono, dico impongono, almeno sette giocatori in russi in campo (uno in più dello stagione scorsa), da noi ci si gonfia il petto per aver imposto nelle rose di venticinque i 4+4 di matrice italica. Le nostre squadre sono piene di modesti giocatori provenienti da ogni parte del globo che hanno difficoltà ad esprimersi e capirsi con i nostri allenatori. Difficile perciò affezionarsi ad una formazione composta da giocatori la cui storia è a volte disconosciuta e dei quali spesso non riesci a imparare i nomi. Fiorentina, Udinese e Inter che schierano un italiano su undici. Roma, Genoa e Lazio due. Napoli tre. Verona, Chievo, Palermo e Atalanta quattro. Sampdoria cinque. Torino sei. Carpi ed Empoli sette. Sassuolo otto. Bologna nove. La situazione è decisamente avvilente anche perché il calcio è uno sport dal forte sapore campanilistico. Parlando del tifo i sociologi evocano persino i Lari, che per i latini erano divinità a difesa del focolare domestico. E affidare la difesa dei propri sentimenti di appartenenza a persone provenienti dall'altra parte del mondo o da zone remote del nostro continente, vedendo chiaramente che non sempre hanno le qualità per fare la differenza con i nostri, non è proprio in linea con la stessa essenza passionale del calcio laddove una squadra rappresenta una città e quindi una comunità ben delineata. Non a caso al giorno d'oggi i giovani vanno sempre più tifando Real Madrid o Barcellona, trascurando le nostre squadre. Senza dire del danno per la Nazionale e per i nostri vivai. Pensare che le nuove regole sulle rose da venticinque possano portare il calcio italiano fuori dal pantano da cui è sommerso è come sperare di guarire un moribondo con l'Aspirina.

Avvocati procuratori senza iscrizione all’elenco della FIGC, la vittoria della professionalità. Le leggi e le interpretazioni ad minchiam…

Dunque è finalmente acclarato che gli avvocati possono svolgere l'attività procuratoria senza la necessità di iscriversi a quello strano elenco istituito dalla FIGC. Lo ha stabilito il Consiglio Nazionale Forense, cui l'associazione Avvocaticalcio si era rivolta in assenza di specifiche previsione normative federali, pur esistenti in passato. La professionalità e la competenza culturale, che sembravano svilite dalla balorda idea di abolire l'albo degli Agenti Fifa, si riaffacciano così nel mondo del calcio. Gli avvocati non dovranno neppure depositare i mandati rilasciati loro dai calciatori o dalle società posto che, ha osservato il CNF, tale obbligo non è previsto "dall'ordinamento vigente, né con fonti primarie, né con fonti secondarie". È così servito chi aveva la pretesa di ingabbiare l'attività di professionisti riconosciuti tali da una legge dello stato, accomunandoli, in via degradante, a soggetti privi di ogni qualificazione certificata dal superamento di un esame. Con buona pace dell'ex padrone del calcio mondiale, Joseph Blatter, a cui si deve l'alzata di ingegno che ha portato all'abolizione della figura dell'agente Fifa. Sarà deluso chi pretendeva di sottoporre gli avvocati, che restano ovviamente soggetti alle puntuali regole etiche e comportamentali dettate dal loro ordine professionale, alle cervellotiche, dispotiche e spesso palesemente arbitrarie decisioni della cosiddetta Giustizia Sportiva. L'ultimo esempio di tale arbitrarietà (i detrattori affermano che la legge per gli sconosciuti si applichi e per gli amici si interpreta) è data appunto dall'interpretazione della norma che evita il processo alla Lazio (inchiesta di Cremona), mentre rinvia a giudizio Genoa e Lecce. Interpretazione che per i più forbiti potrebbe sembrare "ad usum delphini". Ma per i meno latinisti, nell'evocazione del compianto Franco Scoglio, potrebbe suonare ad minchiam...

COMUNICATO CONSIGLIO NAZIONALE FORENSE

Fai click qui per scaricare il Comunicato del Consiglio Nazionale Forense.

Avvocati-procuratori. Non serve più l’iscrizione al registro FIGC

Il C.F.N. ha accolto la richiesta dell’associazione Avvocaticalcio. Soddisfatto il Presidente Avv. Claudio Pasqualin: “Si ripudia l’obbligo di iscrizione presso un registro che vede legittimati ad iscriversi soggetti di ogni genere senza qualificazione alcuna competenza certificata da un esame abilitativo“.

Gli avvocati potranno esercitare l’attività  di procuratore senza dover necessariamente essere iscritti al nuovo registro della Federcalcio. Lo ha stabilito il C.F.N. (Consiglio Nazionale Forense) rispondendo all’istanza dell’associazione Avvocaticalcio.

Secondo l’avvocato Claudio Pasqualin la riforma imposta ad Aprile dal dimissionario presidente della Fifa Sepp Blatter, che di fatto abolisce la figura dell’Agente FIFA, “non liberalizza ma invece semplicemente dequalifica l’attività  dei procuratori”.

Inconcepibile quindi l’obbligo a iscriversi a un registro formato da soggetti senza alcuna qualifica né competenza certificata.Sempre per decisione del C.F.N. gli avvocati sono esentati dall’obbligo di depositare in Federcalcio i mandati con i calciatori e le società .

La notizia è stata riportata da:

CORRIERE DELLO SPORT
TUTTOMERCATO WEB

In allegato a questo articolo il pdf del comunicato ufficiale:

2015.07.31_Parere-Ass.-Avvocaticalcio_Per-invio

 

Mercato a Taormina, così non è la mia idea… e sarà un flop. Adise e Infront, azione carbonara…

Il calciomercato si sposta a Taormina, un'idea lontana da quella che era la mia di mercato itinerante. Avevo pensato a Taormina anche io, ma in un contesto diverso e non certo il martedì è il mercoledì con il traffico di tutti i tipi che ci sarà, tra l'altro con una viabilità dissestata. Io pensavo di organizzare il mercato fuori stagione e con delle agevolazioni dal punto di vista dei viaggi e della permanenza. Mi ha sorpreso e mi lascia attonito il modus operandi di ADISE e Infront, che hanno agito in maniera carbonara senza darmi alcuna informazione. Sapendo che l'idea era di AvvocatiCalcio. Avevamo fatto diversi incontri, ma avremmo voluto organizzare l'evento fuori stagione e a costo zero per gli operatori. Questo modo di agire di Infront e ADISE fa pensare che ci sia qualcosa da nascondere. Ma per cosa poi? Mi sembra che sia un discorso senza senso che stravolge lo spirito della mia idea diretta verso una sessione di mercato gratuita e fuori stagione. Questo non è quello che avevo immaginato io. Sono convinto che sarà un flop, noi di AvvocatiCalcio diserteremo la manifestazione e non saremo i soli. Mi sorprende Infront, il vero padrone economico che compromette la sua immagine in un'iniziativa messa in piedi in maniera carbonara. Tengo a sottolineare e ribadire che AvvocatiCalcio non è mai stata interessata a questo tipo di evento. Mi hanno ringraziato ufficialmente gli organizzatori per l'idea di organizzare il mercato in una splendida località come Taormina, ne prendo atto. Ma ci tengo a prendere le distanze. Tutto andava organizzato per tempo e in modo diverso.