Mercato simile agli altri: niente impennate. Milan, Ibra il colpo finale. Trequartista Juve, attaccante Fiorentina: tutto in evoluzione. E l’Inter per ora non è squadra per vincere

Mercato diverso, ma relativamente. Lo trovo abbastanza simile agli altri, non vedo impennate in questo calciomercato. Vedo difficoltà per calciatori, non solo di mediolivello ma anche buoni. L'esterofilia continua a dilagare e la crisi economica si avverte moltissimo. La riduzione delle rose complica ancor di più la situazione, non resta che pensare a Ibra come il colpo finale, oltre al trequartista per la Juventus e all'attaccante per la Fiorentina. Il mercato è in evidente crisi, anche se era partito abbastanza bene. D'altra parte cercare di anticipare i colpi è una prerogativa di grandi squadre come la Juventus: Dybala e Khedira ok, ma vedo una fase di stanca un po' per tutti. Ha fatto qualcosa il Milan e ancora farà altro, ma dipende molto da che tipo di ingresso farà Mister Bee. È difficile pensare ad un Milan protagonista assoluto, è destinato a far meglio dell'anno scorso, ma non ci vuole molto. Vedo in via di formazione invece l'Inter: una squadra con dei problemi, al di là dei risultati delle amichevoli mi sembra di capire che le idee non siano chiarissime. Meriterebbe la definitiva consacrazione Kovacic, ma continuano a cambiargli ruolo. Mancini - che è persona affidabile e competente - dovrebbe essere chiaro. L'allenatore nerazzurro cerca di organizzare il mercato. E forse sta trascinando Thohir oltre le intenzioni iniziali. Ma se prendi Roberto Mancini sai che devi fare una squadra per vincere. Non è facile. E al momento non c'è riuscita...

Italia, prendi esempio dalla Russia: spazio alle limitazioni. Numeri della Nazionale: dai sessantasei su cento di Lippi ai trentatré di Conte. E la Lega Pro resta l’inferno dei dannati…

La Russia impone che in campo, nel suo campionato, vadano non più di sei stranieri per squadra. Questo vuol dire che è possibile porre delle limitazioni. Una decisione d'intesa con il Ministro dello Sport, secondo il quale la modifica contribuirà a valorizzare i talenti nazionali. Questa decisione sfata il falso mito che in Italia non si può per via della Comunità Europea. Intanto facciamolo, poi vediamo le reazioni. Da noi si cura il moribondo con l'Aspirina, quindi ad un certo punto notiamo che tutto sta andando veramente a rotoli. Al punto che la copertina dell'autorevole Il Calciatore, organo ufficiale dell'AIC, è tutta nera, listata a lutto e si parla di anno zero del nostro calcio. Quando Lippi vinse il Mondiale e anche dopo, poteva scegliere su cento giocatori almeno sessantasei italiani. Oggi le statistiche dicono che Conte su cento ne può scegliere trentatré. In questo mercato continuiamo a leggere di movimenti di giocatori stranieri improbabili. Ci sono sopravvalutazioni incredibili. Questo andazzo mette in evidenza l'inefficienza della struttura federale. Se non sapessi che è tecnicamente difficile, auspicherei un commissario immediatamente. Giusto per prendere subito delle decisioni. Andrebbe ridotto il numero delle squadre e soprattutto andrebbero chiamate con il loro nome i rispettivi campionati. Macché Lega Pro, il suo nome è Serie C ed è l'inferno dei dannati, dove sopravvivere è veramente difficile. La Federazione Russa non è mica l'ultima arrivata, se ha preso una decisione come quella di schierare cinque russi in campo e avere non più di sei stranieri per squadra, vuol dire che ci sono le condizioni per poterlo fare. Chi s'è detto contrario a questa cosa è Villas Boas, ma io sono d'accordo con il Ministro dello Sport: è una modifica che serve a valorizzare i talenti nazionali. Si faccia anche in Italia, perché all'esterofilia provocata da inconfessabili motivi extratecnici dei nostri presidenti occorre porre rimedio con delle decisioni di imperio da parte di chi organizza il nostro calcio. Ma questo, ahimé, non avviene...

Catania iscritto in B una formalità, cosa aspetta la Procura Federale? Via ai deferimenti…

Catania iscritto in serie B, ma non è una notizia perché è solo una formalità che doverosamente è stata espletata. Ma il Catania è destinato a non fare il campionato di serie B. La Lega ha saggiamente ritenuto opportuno rinviare l'inizio del torneo, essendo ancora possibili delle variazioni di organico. Altra squadra che la B dopo averla conquistata sul campo rischia di non vederla proprio è il Teramo, che sarà probabilmente deferita con l'accusa di illecito sportivo. Comunque per definire l'organico del torneo bisognerà aspettare le sentenze sportive. Dobbiamo augurarci che la Procura Federale si superi rispetto ai tempi che dimostrava ultimamente. Tempi incompatibili con le esigenze di celerità. Qualcuno accusava la giustizia sportiva di essere sommaria nel nome della rapidità, ma i verdetti sostanzialmente potevano essere condivisibili. Ora il requisito della rapidità sembra essere svanito. Quando ci saranno i rinvii a giudizio delle inchieste di Palazzi e per le squadre coinvolte nel caos, sarà tutto più chiaro. E anche la Lega Pro è destinata a subire una falcidia, può essere l'occasione per arrivare ad una riduzione del numero di squadre. Seguendo il criterio della riammissione, la sensazione è a che fare la serie B sarà la Virtus Entella, che sembra avere le possibilità economiche per affrontare un campionato di questo tipo. Ma al di là di chi e cosa, c'è da augurarsi che la Procura Federale decida per i deferimenti, potrà farlo sulla scorta degli atti ricevuti da Cremona: li ha già avuti, non si capisce cosa aspetti per cominciare a deferire. Poi tutti i deferiti avranno ampio diritto di difendersi. Tra i deferiti ci saranno il Catania e il Teramo, per le altre bisognerà aspettare Palazzi. Fare nomi oggi sembra pericoloso. In attesa della Giustizia Sportiva...

Fiorentina, sei più importante di Salah: lascialo andare. A chi giova una diatriba del genere? E carta canta…

A chi giova una diatriba che di certo non può far rientrare Salah nei ranghi della Fiorentina? Che senso ha una vicenda giudiziaria che nella sua buona sostanza è abbastanza chiara? La Fiorentina concesse all'epoca al calciatore la facoltà di scegliere se andare o restare. LA scrittura privata non depositata, per la Federazione, non vale. Al giocatore è stato concesso il diritto di scelta. Non è che perché la scrittura privata in Federazione non è apprezzata si ottiene il reintegro del calciatore, quale può essere la fine di un giudizio? Una squalifica? Sostanzialmente una scrittura c'è, che poi non sia stata depositata la volontà delle parti s'è manifestata, anche se non secondo l'ordinamento sportivo. Nel comunicato la Fiorentina scrive che il giocatore ha addirittura manifestato l'intenzione di andare altrove. Quell'addirittura mi sembra fuoriluogo... i calciatori non sono più gli schiavi d'oro di un tempo, ma gli artefici e padroni del proprio destino. Salah ha legittimamente (salvo discutere la forma) manifestato una sorta di "diniego silenzioso" che la Fiorentina gli aveva concesso. Salvo farlo con una scrittura privata che andava depositata in Lega. Stando al comunicato della Fiorentina, il giovanotto ha addirittura esplicitato la sua volontà di andarsene, ma lasciate che se ne vada. Un vecchio adagio dice che chi non vuole non merita. E Firenze è piazza troppo importante e amata per perdersi in sterili vicende giudiziarie che non porterebbero a nessun tangibile esito per una piazza che è sempre stata e sarà, anche a dispetto del signor Mohamed Salah, molto ma molto ambita...

Caos Catania… quella squadra argentina che giocava in Italia: la Giustizia Sportiva sia celere, ecco i rischi dei rossoazzurri. La parola ai giudici…

Caos Catania. Poco tempo fa parlavo di una squadra argentina che faceva per caso il campionato italiano di serie B e che in quanto tale non mi appassionava più di tanto. Nel commentare le prestazioni del Catania di un paio d'anni fa mi permettevo di avanzare il dubbio che ci fossero degli interessi che andavano oltre al mercato e che attorno a questo pescare a tutti i costi in Argentina ci fosse qualcosa di strano. Ora il Catania è nell'occhio del ciclone per aver comprato delle partite. Pulvirenti ammette di averlo fatto. La confessione ha il merito di accelerare il processo di accertamento totale delle colpe, magari anche di chi adesso prende le distanze da lui. Sarà il tempo a dire chi sono stati i suoi complici. Il malaffare va estirpato con pene severissime. La responsabilità oggettiva va discussa solo quando ci sono di mezzo personaggi marginali. Purtroppo - e lo dico con sofferenza perché capisco l'ingiusto malessere dei tifosi - andandoci di mezzo il massimo esponente, il Catania sarà retrocesso. Ci si augura perciò che la Giustizia Sportiva torni ad essere quella di un tempo, ossia celere, così da far ripartire al più presto i campionati. Campionati che andrebbero anche riformati subito riducendo l'area professionistica con la A a 18 squadre, la B a 20 e due gironi di C da 20. Eppure si continua a discuterne. Abbiamo una Federazione debole, una Giustizia Sportiva incerta e criticabile che sembra applicare la legge per i deboli e interpretarla per i potenti. Qua non c'è niente da interpretare: il caso Catania è talmente conclamato che c'è stata la confessione del Presidente. Una confessione che deve accelerare i tempi. Per carità, prendiamo atto che c'è gente vicina a lui che nega di essere al corrente di ciò che succedeva. Ma adesso non dilazioniamo i tempi e ci sia una sentenza breve per far ripartire presto il campionato senza dover aspettare ancora. Da un punto di vista legale il Catania rischia il massimo della pena: retrocessione e penalizzazione. Prendo atto delle parole di Cosentino: un cittadino della Repubblica - non so se italiana o argentina - ha il diritto di proclamare la sua innocenza e di cercare di evidenziarla, però non si può non rilevanre che Pablo Cosentino fosse vicino a Pulvirenti. Tant'è che il Presidente gli aveva dato carta bianca, facendogli costruire una squadra argentina che faceva il campionato italiano. La parola ora ai giudici...